CREDITO AL CONSUMO
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Credito al consumo

Quali sono le principali tipologie di prestito?

Il prestito personale è una somma di denaro corrisposta direttamente al cliente dalla banca o dalla società finanziaria, per soddisfare qualsiasi bisogno di liquidità.
Il prestito finalizzato è motivato da un acquisto specifico e viene di norma erogato direttamente dall’esercente che vende il bene o il servizio. Il consumatore rimborsa le rate all’istituto di credito.
La cessione del quinto è un prestito personale a tasso fisso di interesse, dedicato ai lavoratori dipendenti. L’importo della rata da rimborsare non deve superare la quinta parte dello stipendio e in certi casi è preso direttamente dalla busta paga.


 

Cosa bisogna sapere prima di chiedere un finanziamento?

​​Quando si richiede un finanziamento, ogni istituto valuta la richiesta di credito in base alle proprie politiche: analizza i documenti presentati, le banche dati pubbliche, la situazione reddituale, eventuali irregolarità e poi decide se erogare il credito.

I documenti da presentare per la richiesta di un finanziamento dipendono dalla società a cui viene richiesto. Normalmente si richiedono la carta d’identità, il codice fiscale, un’attestazione del reddito percepito e un’utenza che attesti la residenza.

Estinguere anticipatamente un finanziamento è possibile: l’istituto di credito conteggia l’ammontare ancora da restituire più eventuali oneri maturati, e aggiunge eventuali spese di estinzione anticipata.

I costi del finanziamento comprendono le spese d’istruttoria (per l’analisi delle condizioni), il T.A.N. (Tasso Annuo Nominale), il T.A.E.G. (Tasso Annuo Effettivo Globale) ed eventuali assicurazioni (facoltative od obbligatorie).

Quali norme regolano il credito al consumo?

Norme che regolano il credito al consumo:
•Direttiva 87/102/CEE del consiglio del 22 dicembre 1986
•Legge 142/92 “credito al consumo”
•Decreto legislativo 385/93 “legge bancaria”
•Legge 52/96 “Clausole vessatorie”
•Legge 108/96 “Usura”
•Legge 197/91 "Antiriciclaggio"
•Raccomandazione 489/97 della Commissione Europea

Come scegliere un finanziamento?

Prima di sottoscrivere un contratto di credito è bene valutare, oltre alla rata mensile, il costo reale di un prestito, e in particolare: spese istruttorie, T.A.N., T.A.E.G. ed eventuali spese assicurative facoltative. Nel confronto di più offerte, il T.A.E.G. può rappresentare un elemento decisivo (a parità di importo e di durata) e dovrebbe ridursi all'aumentare della durata del prestito.

Cosa deve contenere il contratto?

Il nome della banca o della finanziaria, l'importo e le modalità di erogazione, la descrizione delle singole rate di rimborso, T.A.N. e T.A.E.G. con eventuali condizioni di modifica, importo e causale degli oneri esclusi dal calcolo del T.A.E.G., oneri applicabili in caso di mora, garanzie richieste, eventuali coperture assicurative e modalità di recesso.

Leggi bene la copia, che deve esserti consegnata all’atto di sottoscrizione.

Cos'è il consolidamento del debito?

Si tratta della soluzione con cui una persona in difficoltà con i pagamenti può sostituire tutti i prestiti esistenti con un unico nuovo prestito o mutuo (di durata maggiore e con rata mensile complessiva molto più bassa).

Se ho giò un altro finanziamento in corso, posso fare un'altra richiesta?

Sì, la valutazione dell'istituto di credito terrà conto dei finanziamenti già in essere e della regolarità dei pagamenti, poi l'istituto risponderà alla nuova richiesta in base ai propri criteri.

Che cosa succede se si salta il pagamento di alcune rate del finanziamento?

In questo caso si rischia di pagare interessi di mora e la registrazione dei mancati pagamento sui sistemi di informazioni creditizie. In caso di difficoltà è meglio parlarne con l'istituto di credito per trovare una soluzione insieme (come la ristrutturazione del debito).

Qual è la soglia massima di indebitamento consigliabile?

In linea di massima è buona regola che l'indebitamento non superi il 30% del proprio reddito: è una soglia più rigida per i redditi medio-bassi, ma diventa più flessibile alzandosi di reddito.

Come capire se il tasso applicato dagli istituti di credito è consentito dalla legge o è un tasso usuraio?

Occorre confrontarlo con i tassi effettivi globali medi emessi ogni trimestre dalla Banca d'Italia e aumentarli di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali: la differenza tra il limite e il tasso medio non può superare gli 8 punti percentuali (d.l. 70/2011), altrimenti si sta applicando un tasso non consentito (reato di usura, legge n°108 del 1996). Segue l'elenco dei tassi di interesse effettivi globali medi per tipologia di operazione per il 2° trimestre 2018:

 

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